A settembre 2025 ho partecipato, come uno dei professionisti selezionati dalla Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali, alla study visit “Digital Heritage Explorers” nei Paesi Bassi — un programma di alta formazione e confronto internazionale dedicato ai temi della trasformazione digitale del patrimonio culturale. L’iniziativa ha coinvolto esperti e professionisti del settore museale, archivistico e digitale, offrendo l’opportunità di conoscere da vicino strategie, modelli e infrastrutture del sistema olandese, riconosciuto come uno dei più avanzati in Europa.
Durante le giornate di visita abbiamo incontrato istituzioni come la Koninklijke Bibliotheek (Royal Library), il Netwerk Digitaal Erfgoed (Dutch Digital Heritage Network), il DEN – Kennisinstituut cultuur & digitale transformatie, e il Rijksmuseum di Amsterdam, confrontandoci con i loro team su modelli organizzativi, open data, interoperabilità e strategie di audience engagement.
Dal mio punto di vista, i principali takeaways sono stati:
- La chiara distinzione tra digitalizzazione e trasformazione digitale, intesa non come processo tecnico ma come cambiamento culturale e organizzativo.
- La rilevanza di una digital strategy integrata, basata su interoperabilità, open access e open data, per garantire la circolazione libera, sostenibile e condivisa dei contenuti digitali e della conoscenza culturale.
- Il ruolo centrale delle generazioni più giovani nel guidare nuovi linguaggi di fruizione culturale, basati su partecipazione, gioco e immediatezza.
- L’importanza della leadership visionaria e della collaborazione interdisciplinare, dove la tecnologia è strumento, non fine.
- L’attenzione del contesto olandese a valori etici, accessibilità e inclusione, aspetti che considero fondamentali anche nel mio lavoro su AI-based tools e apprendimento emozionale nei musei.
Questa esperienza ha rafforzato il mio impegno nella ricerca e nella progettazione di strumenti digitali per un museo sempre più emotivo, partecipativo e user-centered, come quelli sviluppati con il ReInHerit Toolkit al MICC – Media Integration and Communication Center, Università di Firenze.

